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martedì 12 agosto 2014

Carpe diem



Keating: «Cogli l'attimo, cogli la rosa quando è il momento».
Perché il poeta usa questi versi?

Charlie: Perché va di fretta!

Keating: No! Ding! Grazie per aver partecipato al nostro gioco. 
Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. 
Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza, un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà. Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli, pieni di ormoni, come voi, invincibili, come vi sentite voi. 

Il mondo è la loro ostrica, pensano di essere destinati a grandi cose, come molti di voi, i loro occhi sono pieni di speranza, proprio come i vostri. 
Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno
 un briciolo del loro potenziale? 
Perché vedete, questi ragazzi ora, sono concime per i fiori. 
Ma se ascoltate con attenzione, li sentirete bisbigliare il loro monito. 
Coraggio, accostatevi. Ascoltateli. Sentite? Carpe... 
Sentito? Carpe... Carpe diem... 

Cogliete l'attimo, ragazzi... rendete straordinaria la vostra vita...


Robin Williams - Dialogo dal film "L'attimo fuggente"













martedì 15 ottobre 2013

Michael...e gli altri angeli (parte 1)


Buongiorno amici,

L'idea per questo post mi è venuta un paio di sere fa, quando ho rivisto, non so se per la terza o quarta volta, il film "Michael", interpretato da John Travolta nei panni dell'arcangelo Michael (o Michele). Gli altri protagonisti del film sono Andie Mac Dowell, William Hurt, Bob Hoskins per la regia di Nora Ephron.
Ve lo ricordate? Un'anziana signora, che vive in un villaggio americano, ospita in casa sua un angelo. Due giornalisti ed un'esperta di paranormale (ma con loro c'è anche Sparky, un cagnolino), si recano sul posto per scrivere un articolo e trovano la donna in compagnia di un angelo in carne ed ossa, con tanto di ali bianche. Ma la somiglianza rispetto a quello che comunemente si pensa possa essere un angelo, termina qui. Infatti, Michael fuma, beve ed è piuttosto sovrappeso in quanto ama molto lo zucchero. Oltre a ciò, usa frasi e parole non proprio angeliche...
Per aiutare la donna, ed evitare che ceda i suoi beni ad una banca, Michael ed i giornalisti intraprendono un viaggio verso l'Illinois durante il quale avverranno alcuni miracoli: uno fra tutti vede Sparky investito da un camion. Dopo un momento di dolore per i protagonisti, Michael lo riporterà in vita. (qui la scena del film)




                                                                                   link



 
Chi mi conosce (anche attraverso il blog) sa che amo molto questo genere di film (uno dei miei preferiti è "City of Angels") e, guardando Michael, riflettevo sul fatto che in lui ci fossero molti aspetti che corrispondono davvero a quello che può essere uno spirito sceso sulla terra per aiutarci.







 

La parola "angelo" proviene dal greco "anghelos", e significa "messaggero".
Anche gli angeli hanno le loro gerarchie, avete presente "come in cielo, così in terra"?:
  • Prima gerarchia: serafini, cherubini, troni;
  • Seconda gerarchia: dominazioni, virtù, potestà;
  • Terza gerarchia: principati, arcangeli, angeli. (fonte)


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    Non è detto che non possano incarnarsi e assumere forma umana, qualora dovessero compiere una missione importante: l'angelo è anche l'amico che ci sta accanto nel momento del bisogno, quando tutti sembrano voltarci le spalle;  è nostro figlio che ci abbraccia e ci dice "ti voglio bene anche quando sono a scuola";  è lo sconosciuto che ti indica la via quando pensi di esserti perso....a me è successo un paio di volte. Angeli sono le persone che si prendono cura negli altri.
     


     

     
     
      
     
     
    Queste creature celesti(ali) hanno in sé una grande energia ed emettono una luce radiante, come piccoli soli: da qui la credenza popolare che abbiano le ali.

     
    Purtroppo lo dimentichiamo, ma gli angeli sono più vicini di quanto pensiamo.

    Io vivo in mezzo a molti angeli, non che sia una privilegiata, ma ne faccio collezione. Amici e parenti lo sanno e nelle occasioni importanti, soprattutto a Natale, un piccolo angelo si aggiunge a quelli che possiedo, credo siano più di un centinaio ormai, non li ho mai contati: sono un pò i miei angeli custodi ^^.
     
    Ho pensato di dividere il post in due parti.
    Il prossimo post sarà dedicato agli angeli nell'arte: i quadri e le opere d'arte che hanno per soggetto gli angeli.
    A presto!!!

    Laura
     

    martedì 12 marzo 2013

    Magnifica ossessione

     
     
    Buongiorno amici e lettori,
     
    eccomi qui, finalmente torno a scrivere nel mio primo, amato blog dopo diverse settimane di assenza. Ma cercherò di essere più presente.
     
    Oggi vi parlo di un film visto diverse volte da piccola, ma, data l'età, non gli davo il giusto valore, fino a quando lo hanno ritrasmesso, poco tempo fa, alla tv svizzera.
    Sono molto attratta dai lungometraggi con messaggio spirituale ed altruistico, di conseguenza ho deciso di segnalarlo a chi, come me, è un fan di questo genere.
     
    Pur essendo un film della vecchia Hollywood, le cui produzioni erano principalmente di musical, far west e commedie romantiche, "Magnifica ossessione", rappresenta una storia a sè.
     
    Magnifica ossessione è un film del 1954 diretto da Douglas Sirk.
    Il film, tratto dall'omonimo romanzo del pastore luterano Loyd C. Douglas pubblicato nel 1929, è un remake del film Magnificent Obsession (Al di là delle tenebre, 1935) di John M. Stahl.

     

     
     
     
     
     
     
     
    Bob Merrick (interpretato da Rock Hudson), erede nullafacente di una ricchissima famiglia, ha interrotto gli studi di medicina per inseguire le sue conquiste erotiche e sportive. In una delle sue sfrenate corse sulle acque di un lago con il suo velocissimo motoscafo, rimane vittima di un incidente. Il personale medico, per salvarlo, gli porta il respiratore di un malato di cuore, il dottor Phillips. Phillips, chirurgo generoso e amato da tutti, si sente male e muore, mentre il giovane riesce a salvarsi.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Ricoverato proprio nella clinica fondata dal dottor Phillips, Bob si comporta con arroganza nei confronti del personale e fugge di nascosto prima della dimissione facendo l'autostop. A caricarlo in auto è proprio la vedova del defunto, Helen (interpretata da Jane Wyman): Bob la corteggia sfacciatamente fino ad irritarla ma, colto da un malore, viene riaccompagnato in clinica. Qui la signora apprende che è stato proprio lui a causare, involontariamente, la morte di suo marito.
     
     
     
     
     
     
     
     
    Quando Bob esce dalla clinica, insiste nuovamente nel corteggiare la vedova, ma questa lo respinge indignata, tanto che un giorno, per allontanarsi in fretta da lui, viene investita da un'automobile, diventando cieca in seguito al colpo. Bob ha intanto scoperto che il dottor Phillips era un filantropo il cui ideale consisteva nel rendersi utile al prossimo senza volere nulla in cambio. Così viene a sua volta divorato da questa «magnifica ossessione», e inizia ad occuparsi, senza voler essere riconosciuto, della donna che ha reso prima vedova e poi cieca. Bob decide inoltre di riprendere gli studi che aveva interrotto, volendo fare tutto il possibile perché Helen, la sua amata, riacquisti la vista.
     
    Helen, anche dopo aver riconosciuto l'identità di Bob, ne ricambia l'amore e ritrova grazie a lui la gioia di vivere. (fonte Wikipedia)
     
     
     

     
     
     
     
     
     
    Tom Lovell
     
     
     
    La morale del film viene spiegata da Randolph, un paziente di Philips: quest’ultimo faceva del bene al prossimo senza volerne ricevere né onori (il far del bene doveva restare rigorosamente anonimo) o denaro. A chi tentava di restituirgli il favore ricevuto, egli rispondeva: "Sono già stato ricompensato". La ricompensa consisteva nella forza interiore che il comportarsi così sapeva donare a chi l’aveva scelto.
    Randolph porta l’esempio di una lampadina, il cui compito è far luce: non può farla se qualcuno non preme l’interruttore, permettendo così alla corrente d’energia di giungere, dalla centrale, alla lampadina stessa. Noi – spiega – siamo come lampadine: soltanto se riceviamo energia da quella immensa centrale che è la forza cosmica attivata dall’altruismo disinteressato, possiamo accenderci ossia svolgere il nostro compito, quello di migliorarlo aiutando gli altri. "Scegliere questa via è faticoso…ma una volta scelta… non si torna indietro…perché essa diventa una magnifica ossessione".
     
    Un film che, spero, possiate vedere ed apprezzare anche voi.
     
    Al prossimo post :-)
     
    Laura
     
     
    Immagini via google
     
     
     
     
     
     
     
     

    martedì 8 gennaio 2013

    Audrey Hepburn

     
     
    Buongiorno amici,
     
    spero che abbiate passato le festività in modo sereno e felice.
     
    Come primo post dell'anno, vorrei iniziare in bellezza e chi meglio di Audrey Hepburn ha potuto incarnare l'eleganza e lo charme a livello internazionale? Non solo bella esteriormente, fu un grande esempio di umanità e amore per il prossimo diventando ambasciatrice dell'Unicef e portanto solidarietà e aiuto nei paesi africani.
     
    Nata Audrey Kathleen Ruston (Bruxelles 4 maggio 1929 - Tolochenaz 20 gennaio 1993), Audrey Hepburn crebbe nei Paesi Bassi sotto il regime nazista, durante la  seconda guerra mondiale. Già da piccola prese lezioni di danza per poi approdare al  teatro ed infine al cinema.
     
    Vincitrice di un  Oscar, di tre Golden Globe, di un Emmy, di un Grammy Award, di quattro BAFTA, di due premi Tony e di tre David di Donatello, fu una delle figure di spicco del cinema statunitense degli anni cinquanta e sessanta.
      
     
     
     
     












    Agli inizi della sua carriera, Audrey Hepburn si fidanzò ufficialmente con l'imprenditore britannico James Hanson. Poco dopo aver preso la decisione di sposarsi, tuttavia il matrimonio saltò a causa del fatto che la carriera della novella attrice li avrebbe tenuti lontani troppo a lungo. Nel corso della sua vita si sposò due volte: nel 1954 con l'attore Mel Ferrer e nel 1969, con lo psichiatra italiano  Andrea Dotti. Ebbe due figli, Sean e Luca, uno da ciascun matrimonio.


















    Nel corso della sua carriera lavorò con Billy Wilder, George Cukor e Blake Edwards, oltre che con attori del calibro di Gregory Peck, Humphrey Bogart, Cary Grant e William Holden e divenne famosa grazie a ruoli come quello della Principessa Anna in "Vacanze Romane", di Holly Golightly in "Colazione da Tiffany", di Eliza Doolittle nel film musicale "My fair Lady". Altri importanti film cui prese parte sono "Sabrina" e "Sciarada".

    La sua ultima apparizione sul grande schermo fu  in una piccola parte nel film di Steven Spielberg "Always - Per sempre" nel 1988. Nel film, che non ebbe un grande successo  (ma che io amo molto,  piccola nota personale) interpretava il ruolo di un angelo di nome Hap.



















     
    Incontrò l'attore  Robert Wolders, vedovo dell'attrice Merle Oberon mentre era ancora sposata con Dotti. Sei mesi dopo la fine del matrimonio con il medico italiano, la Hepburn e Wolders si incontrarono nuovamente e poco tempo dopo iniziarono a convivere, trasferendosi in Svizzera, presso il Lago di Ginevra, ma non si sposarono mai. I due si occuparono molto di beneficenza e affrontarono insieme molti viaggi, per conto dell' UNICEF.
     
    Nel 1992, tornata da un lungo viaggio in Somalia, la Hepburn accusò forti dolori allo stomaco. Dopo essere stata visitata da un medico svizzero, in  ottobre volò a Los Angeles per consultare specialisti più esperti. I dottori che la visitarono scoprirono l'esistenza di un cancro sviluppatosi lentamente e fu operata a novembre. Un mese più tardi dovette essere operata una seconda volta a causa di nuove complicazioni e i medici giunsero alla conclusione che il cancro era ormai troppo esteso per essere curato. A causa delle sue condizioni, la Hepburn fu impossibilitata a utilizzare un normale volo di linea per tornare a casa, quindi il suo vecchio amico Givenchy, di cui fu testimonial per l'omonima Casa di Moda, chiese ad un conoscente di inviarle un jet privato che l'avrebbe riportata in Svizzera. L'uomo fece riempire di fiori la cabina che l'avrebbe ospitata. Audrey Hepburn morì il 20 gennaio 1993 a Tolochenaz (Svizzera), dove fu sepolta. Aveva 63 anni. Alle esequie, oltre ai figli e a Wolders, erano presenti Mel Ferrer, Andrea Dotti, Hubert de Givenchy e rappresentanti dell'UNICEF.
    Lo stesso anno della sua morte, il figlio Sean fondò l'Audrey Hepburn Children's Fund per favorire la scolarizzazione nei Paesi africani.
     









    « Chi non crede nei miracoli, non è realista. »
    Audrey Hepburn


    (fonte Wikipedia)
     
     
    Immagini via Pinterest
     
     
     
     
     




    mercoledì 31 ottobre 2012

    Il Fantasma dell'Opera


     

    Il Fantasma dell' Opera (The Phantom of the Opera) è la trasposizione cinematografica dell'ominoino musical teatrale composto da Andrew Lloyd Webber, tratto a sua volta dal romanzo di Gaston Leroux.








    Il visconte Raoul de Chagny e Meg Giry, ormai anziani, stanno assistendo all'asta pubblica nell'opera di Parigi quando il battitore chiama l'articolo 665, un carillon con sopra una scimmietta risalente all'epoca in cui loro due lavoravano nel teatro e sentivano parlare della leggenda del Fantasma.
    Con un flashback, si passa nel 1870, nel teatro dell'Opera Populaire, proprio durante le prove generali dell'Annibale, interpretato dalla cantante italiana Carlotta Giudicelli e dal cantante Ubaldo Piangi. Il Fantasma (interpretato dal Gerard Butler) dà il benvenuto ai nuovi gestori del teatro, Andrè e Firmin, e fa innervosire Carlotta, che abbandona il posto. A rimpiazzare la famosa cantante viene chiamata la giovane ballerina Christine Daaè (interpretata da Emmy Rossum), che, aiutata da un maestro a lei sconosciuto (si rivelerà poi essere il fantasma stesso), canta la famosa aria Pensami come se fosse una cantante professionista. Christine crede che il fantasma sia un angelo della musica inviato dal padre defunto per insegnarle l'arte del canto. Il successo le arride immediatamente e Raoul, padrone del teatro e amico d'infanzia di Christine, invita a cena la giovane, ma questa viene chiusa nel suo camerino dal Fantasma che la conduce successivamente nel suo antro, nei sotterranei del teatro. Christine è soggetta sia al fascino sensuale del fantasma che all'amore ingenuo per Raul.









    Christine ritorna e il Fantasma la vuole come protagonista de Il Muto, ma i gestori del teatro si ostinano a far cantare la Giudicelli. Il fantasma, spazientito, la costringe quindi a lasciare nuovamente la scena.

    Christine vuole fuggire, ma Raoul la utilizzerà come esca per tendere una trappola al Fantasma durante l'allestimento del Don Giovanni Trionfante. Il fantasma, che viene smascherato e si rivela una creatura dall'aspetto orrido (presenta delle ustioni), rapisce Christine: l'uomo, a causa di una deformità del viso, si era costretto a vivere nei sotterranei dello stabile, non volendo rinunciare, però, all'amore della sua vita, ossia il teatro. Nel corso della vicenda imprigiona anche Raoul ma, per amore della ragazza, lascia andare i due giovani alla loro vita e si dà alla fuga.





    Immagini dal web


    Il film si conclude con il visconte che porta sulla tomba di sua moglie Christine un carillon a forma di scimmietta (filo conduttore della storia) e trova una rosa rossa listata a lutto (simbolo, insieme alla maschera bianca, del Fantasma) e l'anello che quest'ultimo le aveva donato ma che ella aveva restituito prima di lasciare il suo regno oscuro insieme a Raul: il Fantasma vive ancora, e nemmeno la morte può mettere fine al suo amore per Christine. (fonte Wikipedia)
     
    La musica ha, ovviamente, un ruolo fondamentale in questo film. Nella colonna sonora, una delle canzoni più belle è "All I ask of You" che potete ascoltare cliccando qui
     
     
    In letteratura e nel cinema, le storie d'amore nelle quali uno dei protagonisti (o entrambi) non è un essere umano, oppure appartiene ad un'altra dimensione, sono molte. Tra le più note, mi vengono in mente Mina e Vlad (Dracula), La Bella e La Bestia (Disney), Isabeau ed Etienne (Ladyhawke),  Maggie e Seth (City of Angels) fino al più recente Twilight con Bella ed Edward. 
     
     
    Vi auguro un piacevole e lungo week end....noi ci ritroviamo settimana prossima.
    Un abbraccio a tutti
    Laura
     
     
     

    venerdì 10 febbraio 2012

    Cime tempestose (Wuthering Heights)


    S. Valentino è nell'aria e oggi vorrei parlarvi di una delle storie d'amore e ossessione più famose mai scritte: Cime tempestose (Wuthering Heights), e in particolare della versione cinematografica del 1939 diretta da William Wyler, ispirata all'omonimo romanzo di Emily Brontë.







    Come spesso accade per i film in lingua straniera, anche a Wuthering Heights venne dato un titolo italiano che non corrisponde alla traduzione: La voce nella tempesta.






    Premio Oscar nel 1940 come migliore fotografia in bianco e nero, la storia narra di Heathcliff (Laurence Olivier), orfano di indole oscura, trovato a vagare per i vicoli di Liverpool dal ricco Mr. Earnshaw e portato a vivere con sè e i figli a Wuthering Heights. I rapporti sono subito tesi tra Heathcliff e Hindley (Hugh Williams), il figlio primogenito, geloso dell'amore che il padre nutre per questo ragazzo un pò selvaggio, amore che però viene corrisposto dalla giovane Cathy (Merle Oberon), la figlia di Mr. Earnshaw, attratta forse dal carattere indomabile simile al suo.








    Passano gli anni: combattuta tra il suo sentimento per Heathcliff ed i piaceri materiali che potrebbero derivarle dal matrimonio con il ricco vicino di casa Edgar Linton (David Niven), una sera Cathy confida alla sua governante Ellen (Flora Robson) che sarebbe degradante per lei sposare l'uomo che ama viste le umili origini di lui, del tutto ignara che Heathcliff sta ascoltando dietro la porta.





    Il ragazzo fugge per terre lontane, con il desiderio di riscattarsi. Nel frattempo, nonostante si sia resa conto dell'errore commesso nell'essersi rivelata con Ellen,  Cathy sposa Edgar, vivendo nel lusso e nell'agiatezza con il marito e con la sorella di lui, Isabella (Geraldine Fitzgerald).
    Heathcliff ritorna. Ora è diventato un uomo ricco e raffinato, ma non ha dimenticato le umiliazioni che ha dovuto subire: dopo aver pagato i debiti di gioco di Hingley, costantemente ubriaco, acquista Wuthering Heights. Quando viene respinto da Cathy, pur amandolo ancora, lui sposa Isabella per dispetto.






    La storia non ha un lieto fine, i due amanti non vissero felici e contenti, anzi: Cathy, dopo essersi ammalata gravemente, muore tra le braccia di lui. Molti anni dopo, ormai vecchio, Heathcliff la ritroverà nella brughiera, in una notte d'inverno, quando il fantasma di lei tornerà a riprenderlo, questa volta per l'eternità.






    Ho sempre amato questo film, una pietra miliare della storia del cinema e ho letto il romanzo diverse volte.
    Nel libro, le parole che il nostro eroe romantico pronuncia quando si rende conto di aver perso la sua amata sono le più significative:

    "So che degli spiriti hanno vagato sulla terra! Sii con me per sempre, prendi qualunque aspetto, rendimi pazzo, ma non lasciarmi solo in questo abisso dove non posso più vederti"...
    Un classico che non può mancare nella nostra videoteca...

     





    immagini via google